Poche città hanno una pianta così facile da capire e così spettacolare da vivere. Gallipoli è divisa in due parti nettamente distinte: la città nuova, sulla terraferma, e la città vecchia, che occupa per intero una piccola isola davanti alla costa ionica. Le due sono collegate da un ponte, e attraversarlo è il momento in cui la visita comincia davvero.
Il ponte e il castello
L'accesso al borgo antico avviene attraverso un ponte seicentesco che sostituì i precedenti collegamenti mobili. Subito all'ingresso si incontra il castello, edificato dagli Angioini sui resti di una fortificazione medievale precedente e poi ampliato dagli Aragonesi nel Cinquecento per rafforzare il sistema difensivo costiero. Le sue possenti torri circolari e il rivellino avanzato verso il mare sono la prima immagine che si porta a casa di Gallipoli.
La Cattedrale di Sant'Agata
Il cuore religioso della città vecchia è la basilica cattedrale dedicata a sant'Agata, patrona di Gallipoli, che si affaccia su via Duomo, l'asse principale del borgo. La facciata in pietra, ricca di statue e decorazioni, è uno degli esempi più riusciti di barocco leccese fuori dal capoluogo. L'interno conserva un importante corpus di dipinti, molti dei quali di artisti attivi in città tra Sei e Settecento.
I frantoi ipogei
Sotto le case si nasconde una città parallela. Per secoli Gallipoli è stata uno dei principali porti europei per il commercio dell'olio lampante, quello usato per l'illuminazione delle città prima dell'avvento del gas. L'olio veniva prodotto in frantoi scavati nella roccia, i cosiddetti frantoi ipogei, di cui alcuni sono oggi visitabili: ambienti bassi, freddi, con le vasche e le macine ancora al loro posto. È la parte meno turistica e forse più sorprendente della visita.
La riviera e il porto
Il giro lungo la riviera, con le mura a picco sull'acqua, è la passeggiata più fotografata della città, soprattutto sul lato occidentale dove il sole tramonta dritto sul mare. Sul versante opposto si apre il porto peschereccio, ancora attivo, con le barche ormeggiate a ridosso delle mura: la mattina presto è il momento in cui la città vecchia mostra la sua faccia lavorativa, prima che arrivino i visitatori.
Le chiese delle confraternite
Oltre alla cattedrale, la città vecchia conserva una fitta rete di chiese legate alle antiche confraternite laicali, che per secoli hanno organizzato la vita devozionale e assistenziale del borgo. La più nota è la chiesa di Santa Maria della Purità, affacciata sull'omonima spiaggia e legata storicamente ai lavoratori del porto: la facciata è sobria, quasi anonima, mentre l'interno è interamente rivestito di tele e decorazioni.
Muoversi tra queste chiese minori è il modo migliore per capire come funzionava socialmente Gallipoli: ogni mestiere aveva la sua confraternita, la sua chiesa e la sua processione, e molte di quelle tradizioni sono ancora vive nei riti della settimana santa cittadina, tra i più sentiti del Salento.
Il mare sotto le case
Sotto il centro storico si apre una piccola spiaggia urbana, incastonata tra le abitazioni e le mura, che dà l'immagine più caratteristica di Gallipoli: le case affacciate direttamente sull'acqua e la sabbia che comincia dove finiscono i muri. Poco più a sud si sviluppa invece la lunga costa sabbiosa che ha reso famosa la città come meta balneare estiva.
Quando andare
Gallipoli è una delle località più frequentate del Salento nei mesi centrali dell'estate: chi cerca la città vecchia più tranquilla la troverà di prima mattina, oppure in giugno e in settembre, quando l'atmosfera cambia radicalmente. Da una base nell'entroterra si arriva in circa mezz'ora di auto, il che consente di scegliere l'orario con calma invece di dipendere dal traffico costiero.
Storia, mare e commercio: nella città vecchia di Gallipoli le tre cose stanno addosso l'una all'altra, e si leggono tutte nello stesso giro di venti minuti a piedi.
Lo Ionio a mezz'ora di auto
La villa è nell'entroterra, in mezzo alla campagna: da qui Gallipoli e la costa ionica si raggiungono comodamente in circa mezz'ora.